Bizumers: nuovo rapporto tra impresa e consumo

15 febbraio 2012
Stiamo vivendo una cambiamento sistemico e un’ecologia di crisi che toccano economia, PA, persone. Gli attori del vecchio sistema combattono per tenere in vita una fiamma che si sta spegnendo, rappresentando le loro identità più che obiettivi; ma emergono nuovi soggetti che lentamente costruiscono nuovo senso e, sebbene nessuno di questi progetti il tutto, ciascuno contribuisce alla co-evoluzione.

"I consumatori (che poi sono lavoratori e cittadini) non solo nel digital, nei media,  nell’intrattenimento e nella cultura, sono sempre più protagonisti, ma anche nei servizi. Grazie a diffusi social network possono trasformare stanze e case in B&B, le loro auto in taxi, la loro cucina in ristorante, la conoscenza della città in conoscenza per i turisti, il loro tempo in servizio disponibile.

Stanno facendo tesoro delle risorse tecnologiche e sociali per i mercati creati dalla Rete e fanno fronte alla crisi guadagnando in modalità aggiuntive. Spesso come seconda attività o durante periodi di assenza dal lavoro (anche per scelta), per esempio nelle maternità e post maternità o mentre studiano. Redditi aggiuntivi che sono anche capitale relazionale aggiuntivo.

Il consumatore non solo supporta lo sviluppo dei prodotti, arricchendo la sua relazione verso le aziende (pro-sumer), ma addirittura diventa micro azienda lui stesso, diventando Biz-umer. Gli impatti saranno sempre più sensibili sulle “industrie” dell’ospitalità, del turismo, della mobilità, dell’alimentare, della ristorazione, etc. Ed è solo l’inizio. Questo ha impatto sui tempi di vita e del sistema fiscale, sulla disuguaglianza (chi più ha sempre più potrà stare meglio)... sul  ruolo dello stato, sul welfare.

L’innovazione sociale va oltre la crisi ed inizia, per ora in piccolo, a disegnare mondi che abbiamo conosciuto nella letteratura cyberpunk e fantascientifica."

Simone De Battisti, direttore di ricerca Lorien Consulting