Il Governo tra equilibrismi e Legge di Stabilità

22 ottobre 2013
Lorien ha chiesto ai cittadini italiani di esprimere un giudizio complessivo su quanto hanno compreso della proposta del Governo per la Legge di Stabilità: solo il 35% ne dà un giudizio positivo

Dopo una settimana ricca di input informativi si riscontra una saturazione dei livelli di attenzione e informazione: il ricordo dei fatti principali si presenta frammentato e con un’alta quota di non informati e disinteressati: 29%

Nessun tema prevale in maniera netta anche se una parte consistente di italiani è “attratta” soltanto dal gossip politico, un’altra parte, invece, cita il dibattito sulla Legge di Stabilità e le tasse sulla casa

Gli indicatori della situazione attuale

Periodicamente Lorien analizza il “sentiment” degli italiani, attraverso alcuni indicatori sulla percezione e attraverso la costruzione di indici interessante sulla salute del Paese e sul contesto economico. Oggi l’Italia attraversa un periodo di grande incertezza, prima di tutto sul piano economico e finanziario: cala l’indice di fiducia (49%) e cresce la paura del default finanziario (nuovamente oltre il 45%).

La difficoltà della politica e dei partiti di dare risposte adeguate ai problemi del Paese porta innanzitutto ad una crisi di fiducia verso le istituzioni, rispetto ad un mese fa infatti cala l’indice per quasi tutte e le performance peggiori vengono registrate da:

- Magistratura

- Comuni, Governo e Regioni

- Associazioni imprenditoriali e sindacati

Infine, il solito fanalino di coda: Parlamento, Banche e Partiti! Insomma, è una sfiducia diffusa verso tutta la classe dirigente, prima fra tutte quella politica, ma che non risparmia certo il sistema economico e la giustizia.

Tuttavia registriamo una ripresa degli indicatori economici come vengono percepiti dai cittadini: innanzitutto migliora lievemente la situazione professionale ed economica valutata dagli italiani. Ancora più incoraggianti sono i segnali sulla percezione dell’economia internazionale. Ancora non è l’iniezione di fiducia necessaria a far ripartire il paese, ma potrebbe costituire parte delle condizioni di base.

 

Il Governo e la Legge di Stabilità

(contro il 49% di giudizi negativi). I più compiacenti sono gli elettori del PD mentre tra le file del M5S la critica è pressoché unanime.

Tra i principali provvedimenti proposti ottiengono il maggior consenso la stretta sulle pensioni più alte (40% di “molto d’accordo”), l’abbattimento del cuneo fiscale (sgravi e Irap) e gli eco-bonus per le ristrutturazioni.

Ottengono invece moltissime critiche l’aumento del bollo sui titoli finanziari, ma soprattutto la rimodulazione delle tasse sulla casa. Infatti, la definitiva eliminazione dell’IMU sulla prima casa con l’introduzione della nuova Tares (composta da una quota sui rifiuti e una quota sui servizi comunali) raccoglie solo il 26% di giudizi positivi, che sale al 38% solo tra gli elettori del PD.

Più nel dettaglio i cittadini italiani sono ancora confusi su benefici e svantaggi: una quota appena più consistente indica i maggiori vantaggi tra i proprietari delle case più costose, mentre indicano in tutti i proprietari di casa (29%) e negli inquilini in affitto (22%) chi ci rimetterà maggiormente.

Nel complesso e nonostante le critiche alla proposta di manovra, il governo regge nei consensi e si mantiene al 53% di giudizi positivi.

 

Il Voto

Cresce però anche il non voto: dall’ultima rilevazione si è leggermente allargata la quota di chi non dichiara la propria intenzione di voto.

Recupera il centrodestra (in particolare il PDL che aveva perso rapidamente consensi nelle ultime settimane) che complessivamente torna sopra al 33%. In lievissimo calo il centrosinistra e il centro, oggi percorso dalle dimissioni di Monti e da direzioni ancora incerte sul prossimo futuro politico dell’alleanza.

Recupera anche il M5S che ritrova unità nell’opposizione alla manovra finanziaria.