Il Paese reale e le questioni di Palazzo

23 luglio 2013
Tra il 20 e il 22 Luglio Lorien Consulting ha condotto un’ultima edizione dell’Osservatorio socio-politico prima di una breve pausa estiva nel mese di Agosto. Cogliamo l’occasione per inviare a tutti un resoconto della nostra ricerca e per salutarci fino a settembre con interessanti novità.

 

 

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Emerge ancora una situazione piuttosto critica del Paese di fronte ad una classe politica troppo preoccupata e rivolta a questioni interne di Palazzo.

Da parte dei cittadini emerge il bisogno di stabilità (economica, ma anche politica e sociale) e di riforme profonde in grado di far ripartire il Paese soprattutto sul piano occupazionale.

 

Gli indicatori del sentiment socio-economico: la crisi occupazionale, il risparmio e la fiducia degli italiani

Un’ampia quota di italiani si sente colpita personalmente dalla crisi economica: il 72% infatti si dichiara tale.

La crisi colpisce soprattutto sul piano occupazionale, infatti, anche in questa edizione dell’osservatorio misuriamo un netto peggioramento di tutti i job index di Lorien. Aumenta il tasso dei licenziamenti (che raggiunge la cifra record del 47% di luoghi di lavoro in cui si sta riducendo il personale), i lavoratori si sentono un po’ meno stabili e sicuri e percepiscono un peggioramento delle proprie condizioni.

Viceversa i cittadini percepiscono un miglioramento sul piano finanziario, ferma restante una grave crisi della propensione al risparmio (-39% la differenza tra chi prevede di risparmiare di più e chi prevede di ridurre i propri risparmi).

Cala nuovamente l’indice di fiducia nel futuro: un segnale preoccupante vista l’evidente correlazione che si è avuta in passato con l’andamento dello spread e che, se il trend si rafforzasse ulteriormente, potrebbe esporre nuovamente il Paese ad attacchi speculativi estivi.

 

La salute del Governo: indicatori positivi e un calo fisiologico

Cala, ma in maniera assolutamente fisiologica, il giudizio positivo del governo (oggi è al 53%, 3 punti in meno di tre settimane fa). Il Governo Letta si mantiene su livelli positivi e sempre superiori ai corrispettivi del Governo Monti.

Si mantiene salda l’opinione che il Governo rimarrà stabile fino all’approvazione di una nuova legge elettorale (27%) se non addirittura fino a fine legislatura (26%).

Tra i provvedimenti prioritari indicati dai cittadini troviamo politiche occupazionali (32%) e investimenti per la ripresa: in particolar modo investimenti pubblici e sostegno alle PMI (27%). Fa l’ingresso nella parte superiore di questa classifica la riduzione degli stipendi dei politici (31%). Misura certamente più simbolica che sostanziale, ma importante per una rinnovata credibilità della politica.

Tutto ciò che è stato fatto fino ad ora dal Governo Letta è giudicato positivamente dagli italiani, ma non esitano a rimarcare che, seppur positivo, il lavoro svolto dal Governo è ancora toppo poco incisivo (40%).

Gli scandali e le polemiche che hanno coinvolto alcuni ministri sembrano non coinvolgere la tenuta del Governo.

 

Il caso Ablyazov: responsabilità diffuse e bisogno di stabilità al governo

Il caso Ablyazov ha certamente scosso e colpito l’opinione pubblica: l’87% degli italiani infatti ne ha sentito parlare.

Vengono indubbiamente riconosciute le colpe del Ministro Alfano nella vicenda (47%), che non poteva (o non doveva) non sapere cosa stesse succedendo, ma le responsabilità sono percepite anche come piuttosto diffuse infatti il 27% cita anche i servizi segreti, il 25% il prefetto Procaccini e il 24% il ministro degli esteri Bonino. Quindi non emerge un unico responsabile di questo “pasticcio istituzionale”.

Se da un lato il 53% degli Italiani è pronto a volere le dimissioni di Alfano (soprattutto elettori di PD, SEL e M5S), il 40% ritiene che il ministro non debba dimettersi e la maggioranza (54%) condivide la scelta dei senatori del PD di non minare la stabilità del governo rinnovando la fiducia ad Alfano.

 

Il caso Kyenge e il razzismo in italia

Da tutte le parti sono giunte le critiche per la battuta di Calderoli sul ministro Kyenge, anche l’opinione pubblica ritiene le parole del vice-presidente del Senato “molto gravi” e razziste.

Circa metà della popolazione riconosce che in Italia gli atteggiamenti razzisti verso gli immigrati sono diffusi, ma la questione è evidenziata in particolar modo dagli elettori del PD e di centro. Gli italiani non ritengono che gli immigrati siano particolarmente discriminati, infatti solo il 15% ritiene che abbiano meno diritti degli italiani e il 7% pensa che ne abbiano addirittura qualcuno in più.

Infine emerge che gli italiani sono assolutamente favorevoli ad una legge sullo ius soli: ben il 77% si dichiara d’accordo a concedere la cittadinanza a chiunque nasca in Italia e anche tra gli elettori della Lega Nord scende appena sotto al 50%.

Le intenzioni di voto: indecisi e astensionisti sono il primo partito

Si è stabilizzata attorno al 63% la quota di chi dichiara la propria intenzione di voto (oltre il 12% in meno rispetto ai risultati delle ultime elezioni politiche che hanno registrato un calo record dell’affluenza). C’è un’area molto ampia di potenziale indecisione e di probabili astensionisti, essa si andrà a ri-orientare solo con l’approssimarsi di nuove elezioni o con l’emergere di nuovi soggetti politici.

L’aumento della fascia di indecisi favorisce fisiologicamente nelle intenzioni di voto espresse i partiti più piccoli, identitari e radicati sui territori.

Continua il trend di discesa del M5S, in calo anche il Partito Democratico (solo in parte recuperato dai suoi alleati). Tiene il PDL in termini di voti e di consenso, anche rispetto alle ultime rilevazioni che avevano registrato un forte calo.

Per la pubblicazione dei risultati, per ulteriori chiarimenti e per qualsiasi altra necessità non esitate a contattarci: comunicazione@lorienconsulting.it