Le due arene: lo stadio della società contro il ring della politica

27 novembre 2013
A una settimana di distanza dalla nascita del nuovo Centrodestra di Alfano, Lorien Consulting ha condotto una nuova rilevazione dell’Osservatorio socio-politico per sondare l’opinione degli italiani su questo e altri fatti di attualità, sociale, politica ed economica.

Innanzitutto si riscontra una notevole concentrazione dell’attenzione sull’alluvione che ha colpito la Sardegna settimana scorsa,che, di fatto ha fatto passare in secondo piano le altre notizie che l’hanno preceduta. L’unico fatto politico particolarmente segnalato, come prevedibile, è rappresentato dalla scissione nel PDL.

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Di seguito un breve commento.

Disoccupazione e bisogno di stabilità

A fronte dei drammatici dati ufficiali sulla disoccupazione Lorien continua a sondare le opinioni dei cittadini e dei disoccupati italiani fornendo un’analisi della situazione e del vissuto quotidiano dei cittadini.

Oggi il lavoro rimane la priorità assoluta per il Paese: un bisogno fortissimo di stabilità da parte delle famiglie italiane (e ancor di più tra i disoccupati). Tuttavia oggi conta sempre meno il bisogno di autorealizzazione sul proprio lavoro, insomma, come avevamo già precedentemente evidenziato, oggi in tempo di crisi si guarda di più alla semplice sopravvivenza nella scala dei bisogni. La priorità su cui agire nel mondo del lavoro per il 61% degli italiani diventa dare un lavoro agli oltre 650mila giovani disoccupati. C’è bisogno di misure urgenti e non si può più attendere che la politica esca dall’immobilismo attuale.

 Gli italiani ipotizzano anche quali potrebbero essere i “giacimenti” del Paese ai quali attingere per far ripartire la crescita: energie rinnovabili, piccole imprese artigiane e turismo ecologico vengono indicati come asset strategici.

Le prospettive del Governo

Dopo la scissione del PDL cresce il giudizio positivo sul Governo che torna al 53%. L’effetto è quasi immediato: l’ipotesi di una maggiore durata dell’esecutivo ridona fiducia sulla sua reale capacità di operare e di approvare i provvedimenti utili al Paese. In ogni caso per la maggioranza assoluta degli italiani non si deve andare a votare subito: il 37% vorrebbe arrivare a fine legislatura e il 40% indica la necessità di approvare prima almeno una nuova legge elettorale.

Nasce il nuovo Centrodestra

Dopo la scissione del PDL di settimana scorsa il 53% degli italiani sa citare correttamente il nome delle due nuove formazioni createsi dopo lo “strappo” di Alfano. Tuttavia secondo il 47% degli italiani (e anche secondo la maggior parte degli elettori potenziali di FI e del Nuovo Centrodestra) l’operazione rappresenta perlopiù un azione di tipo tattico ed elettorale. “Andare divisi per colpire uniti”, il sospetto condiviso da molti è confermato dai dati: in questo momento alle forze di centrodestra conviene rimanere separate per massimizzare i propri bacini di consenso sempre più diversificati fra loro.

 Tuttavia si riscontra ancora un giudizio diversificato sulla scelta di Alfano: solo il 43% degli elettori potenziali dell’ex-PDL si schierano con Alfano, ma è così per ben l’80% di chi prende in considerazione il Nuovo Centrodestra e solo per il 37% di chi prende in considerazione il voto per Forza Italia.

In ogni caso entrambi gli elettorati potenziali vorrebbero mantenere il sostegno al Governo (anche in caso di decadenza di Berlusconi): così per il 60% di Forza Italia e per il 93% del Nuovo Centrodestra.

Infine tutti i numeri del centrodestra: oggi nel complesso raccolgono il consenso di oltre 11 milioni di elettori: il Nuovo Centrodestra in particolare presenta un bacino potenziale estremamente ampio (23% degli italiani che lo prende almeno in considerazione) e un altissimo gradimento del leader Alfano (41%) ma che ancora fatica a tradursi in intenzioni esplicite di voto: pari al 7,5% di chi dichiara il voto (73%). Rimane forte, viceversa, Forza Italia che mantiene il 19%.

 Le intenzioni di voto

In generale cresce al 73% la quota dei rispondenti: gli ultimi fatti politici hanno spinto molti indecisi a prendere posizione.

Cresce nel complesso, come avevamo già sottolineato, il centrodestra nella sua nuova composizione. Cresce  anche il Movimento 5 stelle. Si riducono invece il centro (soggetto a divisioni e ricomposizioni) che si sta lentamente desertificando soprattutto dopo la discesa in campo della nuova formazione di Alfano, ma anche il centrosinistra colpito sia nel PD dal caso Cancellieri e dall’eccessiva litigiosità dei suoi leaders, sia in SEL con Vendola direttamente colpito dal caso Ilva.

Tuttavia, in questo momento storico, la situazione del voto appare estremamente fluida e in via di definizione.

Le primarie del PD

Infine, la seconda rilevazione di Lorien (base del totale campione cumulata di 2000 casi) sulle primarie del Partito Democratico.

Salgono le intenzioni di voto: ad oggi si prevedono circa 2,1 milioni di elettori più probabili a cui si deve aggiungere un altro milione circa di incerti. Matteo Renzi si mantiene saldamente in testa sia come equità (conoscenza e credibilità), sia come intenzioni di voto. Cuperlo e Civati si presentano con un’equità molto simile, il primo tuttavia è ritenuto più credibile fra chi lo conosce.

Ad oggi la stima di voto più attendibile (2,1 milioni di votanti sicuri) posiziona Matteo Renzi al 62%, Cuperlo al 16% e Civati al 12% non si esprime o non ha ancora deciso l’11% di chi si definisce sicuro di andare a votare.

 

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