Non c'è più tempo

29 maggio 2013
Ecco i dati dell'ultimo Osservatorio Politico di Lorien Consulting, condotta tra il 26 e il 27maggio, quasi un mese dopo la formazione del Governo Letta e in coincidenza ad alcuni importanti fatti: elezioni amministrative, dichiarazioni di Squinzi, pubblicazione di dati ufficiali sul fronte disoccupazione e consumi, notizie sul prossimo rientro della procedura d’infrazione.

Scarica il report con le principali evidenze.

Scarica gli articoli di Italia Oggi con i dati dell'Osservatorio e sulle elezioni del Presidente della Repubblica.

Di seguito un commento di Antonio Valente, AD di Lorien e responsabile del Lorien Public Affairs.

I dati dell’economia reale, delle imprese e delle famiglie sembrano confermare un declino che sempre di più si affaccia sul ciglio di un “baratro”. Le dichiarazioni di Squinzi trovano una drammatica conferma nel sentimento diffuso e collettivo.

Il tempo è scaduto! Siamo oltre i tempi supplementari.

Le azioni del governo e delle istituzioni rischiano di apparire tardive o inadeguate. La critica alla politica, ben oltre la questione del malaffare, è rivolta verso un sistema troppo lento e poco efficace.

Il sentiment socio-economico degli italiani

Dalla preoccupazione si passa rapidamente alla paura ed allo sconforto: in due mesi gli indicatori economici dell’Osservatorio sono significativamente peggiorati:

  • gli indicatori della condizione economica del paese, famigliare e professionale tendono tutti a convergere verso il negativo
  • indice di fiducia è più che dimezzato
  • la paura del default è drammaticamente tornato ai livelli del pre-monti, smentando al precedente correlazione con l’andamento dello spead (termine ormai metabolizzato e demonizzato dagli italiani)

 Ma il dato più drammatico e oggettivo rimane il problema dell’occupazione:

  • oltre il 40% dei lavoratori testimonia di casi di licenziamenti e riduzione di posti di lavoro
  • quasi il 50% dei lavoratori delle famiglie vive situazioni più o meno gravi di precarietà del proprio contesto lavorativo

Questo scenario si riflette sugli orientamenti al consumo: prevedono una riduzione dei propri risparmi il 42% in più rispetto a coloro che prevedono di riuscire a risparmiare nel prossimo futuro.

L’effetto delle elezioni amministrative

I risultati di queste elezioni amministrative mostrano l’evidente crisi della partecipazione: il rischio che si manifesta sempre più insistentemente è l’apatia politica e sociale di grandi masse della popolazione.

Emergono e si rafforzano alcuni fattori già osservati in passato:

  • Prosegue e si rafforza il trend dell’astensione già registrato nelle elezioni degli ultimi anni e raggiunge il suo massimo storico.
  • Nella partita amministrativa contano sempre di più fattori “diversi” rispetto ai meccanismi tradizionali delle competizioni nazionali: primi fra tutti i candidati
  • Resistono i partiti dotati di un maggior bacino di voto solido e di appartenenza: primo fra tutti il PD;
  • Al contrario è ridimensionato il M5S di cui oltre 2/3 dell’elettorato si conferma estremamente volatile.

La crisi del M5S era in realtà già annunciata da tre fattori:

  • La “rivoluzione mancata”: una volta in Parlamento il M5S ha mostrato un’inefficacia pari a quella dei partiti tradizionali, deludendo così le aspettative del suo elettorato
  • La mancanza di candidati “forti”, conosciuti e credibili sul piano amministrativo (il carisma di Grillo non è sufficiente)
  • Lieve sgonfiamento prevedibile del fenomeno dopo un picco così repentino ed emotivo nell’ultima settimana prima del voto nazionale

 L’esito delle elezioni rafforza il governo

Il voto amministrativo di conseguenza modifica anche gli equilibri politici nazionali

  • Si rafforza il Governo Letta. Il giudizio positivo è ancora “in sospeso” in attesa di valutarne le prime mosse da parte dei cittadini. Tuttavia l’inattività governativa non potrà ancora durare a lungo e già emerge uno “scollamento” tra le azioni del governo (soprattutto sul piano delle riforme istituzionali) e le priorità dei cittadini (che chiedono risposte innanzitutto sul piano economico).
  • Sarà necessario, per il governo, riuscire a riallineare il tempo dell’azione con il cronometro del Paese. La parola d’ordine è AZIONE immediata, ora!

Gli italiani e la rappresentanza

E’ innegabile la distanza formale che si è instaurata fra domanda ed offerta di rappresentanza.

Se da un lato osserviamo l’astensione record alle elezioni amministrative dall’altro lato emerge un’altissima predisposizione al nuovo: il 50% della popolazione si dichiara disponibile a prendere in considerazione nuovi partiti o movimenti alle prossime elezioni. Solo pochi mesi fa, prima della campagna elettorale questo dato (già straordinariamente alto) era al 42%.

La politica ha il dovere di dare risposta, subito!

 

Per la pubblicazione dei risultati, per ulteriori chiarimenti e per qualsiasi altra necessità non esitate a contattarci:

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