Tra vecchio e nuovo: le prospettive politiche

26 settembre 2013
Anche questa settimana pubblichiamo la nuova edizione dell’Osservatorio Lorien condotta tra il 22 e il 23 settembre.
Lorien sonda periodicamente le opinioni e gli atteggiamenti dei cittadini sui principali temi politici e d’attualità (settimanalmente troverete alcuni nostri dati su specifici temi sociali ed economici anche al TG2 delle 20.30 e con i temi politici su Italia Oggi e Formiche).

Scarica la presentazione con le principali evidenze dello studio.

Leggi l' articolo di Italia Oggi e l' articolo di Formiche su quest'ultima edizione dell'Osservatorio.

Di seguito, un nostro breve commento sui dati.

Le notizie della settimana

Un fatto, più di tutti, ha colpito l’opinione pubblica nel corso della scorsa settimana: il più volte annunciato videomessaggio di Berlusconi, che di fatto non ha modificato come ci si aspettava gli equilibri politici attuali ma ha concesso respiro ad un governo sostenuto da una larga parte dei cittadini e che faticava a sostenere una situazione in perenne fibrillazione.

Il videomessaggio: prospettive per una nuova Forza Italia

Solo il 54% degli italiani, tuttavia, dichiara di aver visto il videomessaggio di Berlusconi, segno ineludibile di una stanchezza dei cittadini nei confronti della vita politica del Paese in generale e delle vicende del cavaliere in particolare. Il 60% non sa indicarne alcun contenuto.

Riteniamo interessante sottolineare che il 58% sa indicare l’esito della sentenza Mondadori in seguito alla quale il premier ha deciso di trasmettere il suo messaggio. La vicenda quindi è sì all’ordine del giorno e sulla bocca di tutti, ma anche poco seguita nel dettaglio.

Il videomessaggio raccoglie il 23% di giudizi positivi con l’eccezione significativa del maggiore accordo degli elettori del PDL e di una piccola parte degli indecisi. Come sempre accade quando si parla di Berlusconi l’Italia si polarizza. Rimane che l’elemento del discorso  più gradito ai cittadini sia l’intenzione di mantenere il sostegno al governo; un elemento che era emerso con forza anche dalle precedenti rilevazioni di Lorien.

Il governo esce rafforzato e continua a crescere di consenso

Oggi il giudizio positivo sul Governo Letta sfiora nuovamente il 60%, riportandosi su livelli vicini alle prime settimane dopo l’insediamento.  La tenuta del Governo rappresenta oggi l’unico asset di stabilità di un Paese in bilico e quest’elemento è evidenziato quotidianamente dal sentiment dei cittadini.

Orami è assodato da più settimane che l’istanza richiamata dalla maggioranza degli italiani è rappresentata da  politiche di sviluppo in grado di sostenere le imprese e il lavoro (62%). Tant’è che se da un lato crescono gli indici di Lorien sulla situazione economica del Paese e delle famiglie italiane, dall’altra subisce un nuovo peggioramento l’indice sulla situazione lavorativa (-6%).

L’effetto videomessaggio: la rimobilitazione di una parte degli indecisi del centrodestra

Il videomessaggio di Berlusconi modifica lievemente gli equilibri politici che si erano innestati nelle scorse settimane.

Cala la quota dei non rispondenti a tutto favore del centrodestra che riesce a recuperare rapidamente un punto percentuale dopo il  progressivo calo degli ultimi mesi. Come sempre è accaduto l’intervento diretto del Cavaliere rimobilita i propri elettori che si dichiaravano indecisi.

Cala un po’ il Partito Democratico che, in attesa del congresso, appare troppo debole e diviso agli occhi del proprio elettorato.

Gli italiani colpiti dalla crisi riducono le spese

L’80% degli italiani si sentono colpiti personalmente dalla crisi economica. In questa situazione difficile il 62% afferma di non essere in grado di affrontare in questo momento spese imprevista di grossa entità; molti (59%) hanno ridotto le proprie spese accessorie in svaghi o viaggi. Ma la crisi morde più intensamente una fascia cospicua della popolazione, basti pensare che: il 20% deve ripagare dei debiti e il 13% dichiara di far fatica a mettere a tavola un pasto adeguato ogni giorno.

La situazione economica e le implicazioni dello spread

Come anticipato il 12% degli italiani, in questo momento, ritiene che la situazione economica dell’Italia sia tutto sommato positiva e oltre il 56% oggi da un giudizio positivo della propria situazione finanziaria. Appare molto più difficile la situazione dal punto di vista lavorativo (35%, in calo).

Tuttavia i giudizi più severi degli italiani sono verso il sistema bancario (solo il 15% di giudizi positivi) e verso le agenzie di ratings (8%). Il 78% dei cittadini ritiene che l’andamento dell’economia italiana sia influenzata perlopiù dalla situazione economica globale. Ma che cosa influenza lo spread? Il 57% dei cittadini indica fattori di tipo politico (la stabilità e/o le scelte del governo), il 52% indica il sistema economico - finanziario (banche e speculatori) e solo una quota minore (28%) indica fattori di finanza internazionale come le scelte delle agenzie di rating o della Banca Centrale Europea.

Le famiglie italiane non riescono più a risparmiare

Solo il 30% delle famiglie italiane dichiarano di essere riusciti a mettere da parte una parte del proprio reddito. La differenza tra chi prevede di aumentare la propria capacità di risparmio per il prossimo anno e coloro che prevedono una diminuzione dei propri risparmi è del -26%. Segno che, probabilmente, bisognerà attendere ancora per una piena ripresa degli investimenti nel Paese e la necessità di azioni immediate per liberare risorse per le famiglie.

Come investono le famiglie

Gli italiani preferiscono ancora di gran lunga tenere i propri risparmi in un conto corrente, solo pochi si rivolgono a diverse forme d’investimento (soprattutto fondi obbligazionari, fondi pensione e titoli di stato). Una quota modesta (3%) investe in immobili, data anche l’alta disponibilità finanziaria necessaria a questo tipo d’investimento.

Tendenzialmente gli italiani fanno tutto da soli e appena il 12% si fa consigliare dalla propria banca per gli investimenti; segno evidente dell’estrema sfiducia verso le banche.

Tuttavia il dato più importante è che quasi la metà della popolazione (45%) non opera alcun tipo di investimento.

 

Per la pubblicazione dei risultati o per ulteriori chiarimenti non esitate a contattarci: comunicazione@lorienconsulting.it