Un mese di governo Monti

19 dicembre 2011
A un mese dall'insediamento del Governo Monti, ecco il parere degli italiani.

1. Continua la luna di miele tra Monti e il Paese, ma l'outlook è negativo

  • Il giudizio positivo  sull’operato sul governo Monti è oggi al 35%, oltre 20 punti in più rispetto all'ultimo giudizio sul governo Berlusconi (che aveva chiuso la sua esperienza con un giudizio positivo del 13,3%) ma decisamente più basso (59,9%) dell’indice rilevato rispetto allo stesso Monti immediatamente dopo la designazione a premier
  • Questa repentina inversione del giudizio verso il governo è senza dubbio legata alla presentazione della manovra economica, che raccoglie il favore del 32,4% degli italiani. Rispetto alle aspettative personali solo il 4% ha detto di ritenere la manovra migliore di quanto si aspettasse. Il 43% ha dichiarato di averla trovata esattamente come se la aspettava, mentre il 44%, cioè quasi un italiano su due, ritiene che la manovra presentata sia peggiore di quanto si aspettasse
  • Il premier Monti aveva dichiarato di voler impostare la propria azione di governo su tre parole chiave: Rigore, Crescita ed Equità. Oltre un italiano su due, il 55%, ritiene che delle tre parole sia stata privilegiata Rigore. Crescita ed Equità vengono riconosciute, in questa manovra, rispettivamente dal 16 e dal 14%
  • Nonostante tutto ciò la grande maggioranza (62,3%) degli Italiani crede (o spera?) che il governo Monti garantirà la stabilità economica del Paese.
  • A un mese dalla sua designazione il governo Monti viene ancora quasi esclusivamente identificato con Monti stesso. Quasi il 50% degli italiani non sa citare spontaneamente alcun ministro del governo. Oltre allo stesso premier, il ministro più conosciuto è Corrado Passera (16%), seguito dal ministro Fornero (14,3%).

 

 2. Orientamento politico-elettorale

  • In estrema sintesi siamo in una situazione di grande e repentino cambiamento. Crescono molto gli indecisi, in parallelo viene premiato chi prende posizioni più nette  di sostegno o di opposizione al governo, mentre le posizioni non del tutto chiare (esempio: Idv e Sel) sembrano penalizzate.
  • Il dato più importante da evidenziare è quello dei rispondenti alla domanda di orientamento al voto, che fa registrare il valore più basso dell'ultimo anno. La somma di indecisi e non votanti arriva al 37,3 per cento. Ciò vuol dire che la percentuale di rispondenti si ferma al 62,7 per cento.
  • I partiti che sostengono la maggioranza di governo sembrano beneficiare dall'orientamento positivo dell'opinione pubblica verso Monti e il suo governo. Crescono infatti sia Pdl che PD (seppure con qualche segnale di  non allineamento) mentre il Terzo Polo si mantiene stabile e soprattutto trova una quasi totale conformità con la sua base elettorale
  • La Lega beneficia del suo nuovo posizionamento di opposizione, calamitando i delusi dal governo.

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